Il Mestiere

             economia Thai a pattaya e bangkok

 

 

Mentre nelle moderne culture occidentali, quasi tutte sessuofobiche, si è sempre privilegiato l'aspetto spirituale del desiderio, separando in modo netto il rapporto fra amore e sessualità, tra l'amor sacro e l'amore profano, tra la brava madre di famiglia e la puttana, e dove l'amore è considerato indice di una superiore nobiltà d'animo mentre il sesso è indice di estrema degradazione morale, in oriente il sesso è sempre stato vissuto come un piacere, da gustare in tutte le sue forme e senza sensi di colpa........

 

Nella cultura Thai era normale avere mogli maggiori e mogli minori Mià yài & Mià noi ed era socialmente normale avere diverse amanti, fino al 1934 in Tailandia non esistevano leggi che vietassero la poligamia e neppure un vocabolo Thai che esprimesse il concetto ebraico-cristiano di prostituzione.

Sembra che per molti Thai la frequentazione del "bordello" rientri nelle normali attività sociali, ed in molti casi è diventato addirittura un rito di iniziazione che si tramanda di padre in figlio, e secondo alcuni sociologi sembra che le prostitute abbiano & giochino un ruolo fondamentale nella formazione dell'identità sessuale dei giovani tailandesi, e si stima che quotidianamente circa 450.000 thai facciano visita ad una prostituta, ed appartengano a tutte le classi sociali.

 

                                                                           lipstick

 

 

Tuttavia bisogna tener presente che il fenomeno della prostituzione non era estraneo alla società siamese e sarebbe fuorviante addossare tutte le responsabilità del fenomeno alla cultura occidentale.

Le prime testimonianze che confermerebbero che la prostituzione in Siam esisteva già, e risalgono al 1600 quando le navi europee cominciarono ad approdare nei porti del Siam e pare che il primo a scriverne fu un marinaio olandese chiamato Van Neck, che aveva visitato Pattani nel 1604 e che riferiva che al loro arrivo agli stranieri veniva chiesto se volevano una donna di compagnia, mentre un'altro olandese, Gisbert Heeck che nel 1655 viveva ad Ayutthaya, l'allora capitale Siamese, riferisce che la maggior parte dei siamesi con cui aveva rapporti 
commerciali e non, benestanti e non, avevano delle concubine o amanti, che mantenevano anche a costo di indebitarsi, e pur di garantire loro una casa ed una vita agiata.

Le prime notizie da fonte tailandese, risalgono al 1680 e citano un'ufficiale siamese a cui lo stato concesse una licenza per l'esercizio della prostituzione aa Ayutthaya acquistando 600 donne incarcerate per vari reati per impiegarle come prostitute, e secondo Anthony Reid, un'illustre storico australiano questo dimostrerebbe che lo sfruttamento della prostituzione in Thailandia iniziò molto prima del 1934 con l'apertura dei bordelli cinesi nel quartiere di Sampeng, e dell'arrivo degli americani Bangkok's negli anni 60 in seguito alla guerra in Vietnam.

All'inizio degli anni 30 il contributo ed il coinvolgimento delle donne thailandesi al mercato del sex business era marginale, e la maggior parte delle prostitute erano donne cinesi o giapponesi, ed i localacci erano tutti concentrati nel quartiere cinese di Sampheng  e per i thailandesi il termine di Sao Sampheng era ed è ancora sinonimo di prostituta. 

Da quanto emerge dagli studi condotti sinora, le thailandesi cominciarono ad esercitare la professione solo dopo l'entrata invigore del decreto di Rama VII del 1934, che di fatto proibiva la poligamia, fino all'ora in thailandia la poligamia e la schiavitù (in gran parte schiavitù da debito) erano legali, e di fatto questo permetteva a molti uomini di avere privilegi e di ottenere prestazioni sessuali dalle donne senza doversi rivolgere alle prostitute.

Nei primi del 900 a Charoen Krung Road, allora abitata dagli stranieri, specialmente marinai, provenienti dalla Russia e da altri paesi occidentali divenne la zona a luci rosse, e nel 1928 a Bangkok c'erano 203 bordelli autorizzati, in cui lavoravano 974 prostitute, e si stima che già allora c'erano almeno 2000 che esercitavano come freelance, e le thailandesi hanno cominciato ad entrare in modo massiccio nel sex business soltanto tra gli anni 40/50, in seguito al blocco dei flussi immigratori provenienti dalla Cina. 

Nel 1940 il sex business si era evoluto e differenziato, ed oltre ai bordelli di Sampheng, nel distretto di Thewet, lungo la WisutKasat road, aprirono saloni di massaggio che erano frequentati dai militari giapponesi dislocati in Thailandia negli anni della II° guera mondiale, e sulla Surawong road si aprirono i primi locali come il Trocadero che erano frequentati da una clientela cosmopolita in cui sia i thailandesi che gli stranieri, potevano negoziare il prezzo della marchetta con le ballerine, le progenitrici delle Gogò girls.

Nel 1945 dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale l'US Army mandarono a bangkok una 50ina di americani tra questi c'era Jorges Orgibet, un'addetto stampa della US Office of War Information che in seguito sarebbe diventato giornalista e co-fondatore del Club dei Corrispondenti Esteri della Thailandia. 

Orgibet rimase in Thailandia per 37 anni, ed al suo arrivo a Bangkok c'erano 85 cabaret sparsi in tutta la città con nomi come Great World, venus Club, Happy World, Green Lanter concentrati sopratutto in Nares Road in cui lavoravano 2000 hostess, mentre in Yaowarat Road oltre ai vari strip clubs, dance halls, tea houses, etc. c'era il "the world's largest whorehouse" un palazzo di nove piani che era considerato il più gran puttanaio del mondo.

Negli anni 40 Bangkok aveva anche la fama di essere una delle capitali del Blue Movie, che in gergo statunitense, significa film a luci rosse, ed all'ultimo piano della Ban Moh houses c'era un Thai film studio interamente dedicato alla produzione di questi film. 

Ed in molte città c'erano locali in cui si tenevano Live shows, spettacoli di "Cabaret" che secondo alcuni è l'evoluzione della Thai ramwong dances, e c'erano sale in cui si proiettavano blue movies.

Nel 1950 il governo del feldmaresciallo Phibun dichiarò che la prostituzione in Thailandia era illegale, ma come si suol dire: "Fatta la legge trovato l'inganno" e si cercarono degli espedienti per aggirare la legge, e fiorirono nuove attività di copertura come i Beauty saloon, e negli hotel si aprirono i saloni di massaggio, a tal punto che in pratica non c'era hotel "la maggior parte erano gestiti da cinesi" che non avesse anche un piccolo bordello.

Il fenomeno era così diffuso che nel 1966 il governo emanò una legge che concedeva il diritto di esercizio ad una serie di locali con bagni e centri di massaggio in cui si ingaggiano le donne per prendersi cura dei loro clienti maschi, i "Body Massage".

Sempre in quel periodo nasce un'altro fenomeno legato alla prostitussione che allora era molto popolare, quello delle "Ragasse del taxi" in cui i tassiman facevano da intermediari tra la ragassa ok ed il cliente, e li portavano in determinati hotel, case o saloni di massaggio in cambio di una commissione, fenomeno tutt'ora molto diffuso tra i taxisti thailandesi.

Nei primi anni Sessanta, il settore del sex business viene nuovamente stimolato, cambia e si adegua al contesto bellico di quegli anni, e dopo che gli americani installarono sette basi militari in Thailandia, per supportare le loro operazioni belliche in Vietnam, nasce un nuovo fenomeno di prostituzione rivolto inizialmente ai militari americani, e poi, successivamente, con la fine del conflitto, ai turisti, i cosiddetti "Farang" dando origine al sex business su 
larga scala, e si stima che in Tailandia tra il 1957 ed il 1964 il numero delle prostitute sia passato da 20.000 a 400.000. 

Per venire incontro alle esigenze del personale militare americano, alcune zone della città lungo la Sukhumvit Rd. e la Phetchaburi Road vengono riqualificate e trasformate in zone a luci rosse, che i militari chiamavano "The Strip" e Soi Cowboy, vicino alla Sukumvit tra la Soi 21 e la Soi 23 e chiamata in questo modo perché il primo ad aprire un beer bar fu un ex aviatore degli Stati Uniti, diventa uno dei loro posti preferiti, ma per decenni il centro della vita notturna rimane concentrato nel quartiere di Pat Pong, e qui nel 1969 apre il "Grand Prix", il primo go go bar, poi via via sorsero locali come il Suzie Wong's, il Lipstick, il King's Kastle, il Pussy Galore ... etc. 

Tutto questo processo avvenne sotto la supervisione di entrambi i governi e nel 1967, il governo tailandese concordò col governo americano un piano di "Rest and recreation" svago e riposo rivolto ai militari americani di sevizio in Vietnam, che i soldati stessi chiamavano ( I&I ) ovvero intercours and intoxication, che letteralmente tradotto significa relazioni sociali ed ubriachezza . (bere & scopare) . che di fatto trasformò la Tailandia in un "American brothel" 

Il programma di Rest and Recreation (R & R) contribuì a sviluppare il settore del sex business e di fatto trasformò il quartiere di Patpong che era già famoso, e la zona della Sukhumvit in quartieri a luci rosse, ma nonostante il successo ottenuto dal primo Gogò bar aperto a Patpong nel 1969 dobbiamo aspettare gli anni 80 per assistere allo sviluppo dei Gogò bar su larga scala, i piccoli locali vengono ristrutturati e si trasformano e solo verso il  1984 cominciano ad offrire i primi live shows, con performance erotiche che attirano centinaia di expat e fanno la fama di Soi Cowboy, che nel 1985 aveva già 50 locali.

Nel 1986, nella gestione di molti localacci di Soi Cowboy e Patpong subentrano i tedeschi, che decidono di allargare i locali per attirare più clienti, e nel frattempo in una traversa di Patpong si aprono dei locali destinati esclusivamente alla clientela giapponese. 

Per sfuggire all'aumento del prezzo degli affitti, molti locali da Patpong si trasferiscono nelle vicinanze del Washington Cinema, ed approfittando dell'espansione degli hotel turistici, apre il Nana Entertainment Plaza, con 20 localacci sistemati su tre piani, e molti hotel come l'Old GI hotels ed il Grace Hotel vengono trasformati in alberghi ad ore per gli short time. 

Sempre in quel periodo con l'arrivo in massa dei turisti tedeschi vengono aperti i beer garden, taverne, beer bars ed i late night coffee lounges o le saune come quelle del Malaysia Hotel  e sull'onda del successo economico ottenuto a Bangkok il sex business è stato preso a modello, copiato ed esportato in altre città della Thailandia ... contribuendo così a creare lo stereotipo della Thailandia vista come meta pressoché esclusiva del turismo sessuale .... il resto è storia dei nostri giorni.

 

Durante la guerra del Vietnam anche la "World Bank" la Banca Mondiale raccomandò alla Tailandia di perseguire una strategia per sviluppare il turismo di massa, agevolando i tours operator e le compagnie aeree, ed il turismo sessuale venne considerato alla stregua di ogni altra industria multinazionale in grado di generare profitti.

Per la Tailandia il sex business è senza ombra di dubbio un'importante fonte di guadagno, e tanto per darvi un'idea dell'indotto del sex business inThailand, e stando a quanto pubblicato da Lilian S. Robinson su "The nation" il 1° Novembre 1993 il giro d'affari di questo turismo di massa era stimato attorno ai 4 Bilioni di dollari all'anno.

Stando ad uno studio sull'economia illegale in Tailandia presentato a Yokohama nel dicembre 2001 in occasione del 2° Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, ha rivelato che dal 1993 al 1995 la prostituzione ha inciso dal 10 al 14% sul prodotto interno lordo (PIL) e si stima che ogni anno dalle città alle aree rurali venga trasferita una cifra intorno ai 300 milioni di dollari dalle donne che si prostituiscono.

Nel 2003 il Dott Nitet Tinnakul della facoltà di scienza politiche presso la Chulalongkorn University's ha presentato i dati di una lunga ricerca sulla prostituzione, che confermano che tra il 1999 e 2002 c'erano circa 2.8 milioni di persone che "Lavoravano" nel sex business, e nonostante gli sforzi del governo per migliorare le condizioni di vita della popolazione e le nuove leggi di Moralizzazione, che limitano tutte le attività legate al "Mestiere" lo scorso anno (2003) il numero delle prostitute è aumentato di 50.000 unità, e questo trend è destinato a crescere.

 

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Donne a 10 anni, vecchie a 20, morte a 30.

Detto di Pat Pong

Nel 1993 il governo, per porre un freno al brulicare di locali notturni, ma soprattutto per combattere la prostituzione minorile, ha firmato degli accordi a livello internazionale che rendono punibili i clienti stranieri di bambine e ragazzi d'età inferiori ai 15 anni.

Da una ricerca fatta in Asia tra il '92 e il '94, risultava che su 160 stranieri arrestati per aver abusato di bambini, il 25% erano americani, il 14% australiani, il 12% inglesi e il 6% francesi, e solo alcuni dei paesi d'origine di questi "turisti" e soltanto recentemente, si sono mossi approvando leggi che puniscono penalmente chiunque commetta crimini sessuali contro minori all'estero.

Ma molti operatori delle O.N.G.  sostengono che gran parte della prostituzione destinata alla clientela Thai, che non è visibile agli occhi del turista, sia la più radicata, la più spietata e la più difficile da combattere, e di fatto la meno colpita da queste leggi, che penalizzano solo i locali gestiti e/o frequentati dai Farang.

Generalmente i proprietari di questi bordelli per Thai sono degli asiatici, non che i Farang siano da meno, ma in quanto stranieri sono sottoposti a maggiori controlli ed ispezioni da parte della polizia e certe cose non le possono fare.

Questa catena, di sfruttamento sessuale dei bambini a scopo di lucro è in gran parte nascosta e passa per degli intermediari quali gli adescatori, i ruffiani, i trasportatori, i proprietari di bordelli, ognuno dei quali trae profitto da questa attività.

Non ci sono cifre adeguatamente documentate sul numero di bambini Tailandesi sessualmente sfruttati a scopo commerciale, e la natura clandestina dell'industria del sesso ha reso impossibile andare oltre le stime approssimative, ma si calcola che attualmente ci siano oltre due milioni di donne e bambini impiegati nel mercato del sesso, di cui 800,000 sarebbero bambini di soli 15 anni o meno.

Secondo alcune ricerche condotte dal Professor Kusol ed il suo staff, a BangKok e nelle 14 province limitrofe, sulle 5 aeree di lavoro verso cui di solito questi ragazzini vengono indirizzati,  ovvero: agricoltura, edilizia, pesca, industria e servizi è risultato che, i bambini impiegati nel settore dei servizi "prostituzione" hanno lo stipendio più alto, e riescono in media a guadagnare 6.281Thb al mese, e molti di questi soldi vengono spesi in abiti e cosmetici.

Si ritiene che per anni Chiang Rai sia stato il campo base delle organizzazioni mafiose specializzate nella tratta di bambine, molte delle quali provenienti dal sud della Cina ... dove la nascita di una bambina e' considerata "di peso" o dalla Birmania, dove le ragazzine venivano rapite od acquistate da intermediari per una cifra pari a 5000 Thb, o dalle zone rurali della Cambogia, del Laos, e della Tailandia, dove sopravvive ancora il concetto secondo cui la donna è un "oggetto" da sfruttare e molte ragazzine vengono vendute e/o affittate dai genitori o da un tutore a persone senza scrupoli che le costringono a lavorare fino all'età di 12-13 anni ...  poi quelle più docili e carine vengono rivendute ad altri intermediari ed inserite sul mercato della prostituzione, e non possono rifiutarsi di lavorare o smettere di prostituirsi finché il debito contratto dalla famiglia non è stato completamente estinto.

 

                                                       antipedo

 

La Polizia tailandese è sempre stata molto attiva, facendo periodici raid nei bordelli nel tentativo di salvare le giovani ragazze rapite e/o vendute per essere avviate alla prostituzione, mentre la divisione di soppressione del crimine della Polizia ha sempre cercato di bloccare questo turpe traffico organizzando posti di blocco controllando giorno e notte tutti i pick-up e i mezzi pesanti nel tentativo di sopprimere questa vergognosa tratta, ma ci sono stati anche dei casi dove, alcuni agenti corrotti ed avidi di denaro, hanno rivenduto le ragazze che loro stessi avevano salvato. 

Sempre secondo alcune O.N.G. in alcune città di frontiera il 70% dei bordelli sono direttamente o indirettamente controllati da funzionari corrotti di polizia, che d'accordo con la polizia cinese avrebbero introdotto dal 1989 ad oggi circa 5000 ragazzine cinesi per avviarle alla prostituzione, mentre dalla Birmania tra il 1991 ed il 1993 si stima che  siano state introdotte illegalmente 20.000 tra donne e bambine, per essere vedute ai bordelli tailandesi, e che ogni anno circa 10.000 ragazzine entrino in questo giro.

Molto richieste dai turisti e dagli uomini d'affari cinesi sono le vergini birmane di etnia "Shan", non solo perché si riduce il rischio di contagio da H.I.V. ma perché  secondo tradizione deflorare una vergine è di buon auspicio e rende giovani, ma in realtà,  molto spesso il proprietario del bordello provvede a ri-verginizzare chirurgicamente la fanciulla, facendogli riattaccare l'imene

Nel 1994 a Chiang Mai esistevano 160 di questi locali normalmente aperti ai soli Thai, o per i Farang presentati da amici, dove le donne avevano al massimo 15 anni ... per i tailandesi le ragazze dopo i quindici anni sono troppo "vecchie" e vanno bene solo per i Farang.

Molti di questi locali vennero poi chiusi, ma solo a causa dei contrasti tra il Governo thailandese e quello birmano, che provocò la chiusura della frontiera di Maesai e di tutte le altre vie di transito tra i due Paesi, e sopratutto a causa dell'enorme epidemia di AIDS tra i soldati in stanza a Chiang Rai, al confine con il Mianmar che e' piena di caserme. 

Secondo dati ufficiali pubblicati sul Bangok Post nel novembre del 2000, attualmente a Chiang Rai vi sarebbero solo 17 locali di questo genere, ed in questi locali "ufficialmente" ci lavorano 258 ragazze di cui 109 di età inferiore ai 18 anni.

Nel 1984 in un bordello di Phukhet devastato da un incendio, cinque ragazzine tra i 9 ed i 12 anni morirono carbonizzate perché erano state incatenate al letto per impedire loro di fuggire, la polizia per giustificarsi, disse che il locale non era gestito da tailandesi ma da stranieri ... la faccenda venne insabbiata "Italian style" e non si seppe mai la verità.

Qui in Thailand non esiste il pappone, la maggioranza delle lady bar che lavorano nei locali per turisti di Pattaya e delle altre località turistiche sono libere ed indipendenti, anche se poi la maggioranza delle "Butterfly" di Pattaya hanno un Thai man o un boyfriend che si ingegna a spendere gran parte dei loro soldi.

Tuttavia e sempre stando a quanto riferiscono i media locali, in questi ultimi anni piccole "gang" di giovani thai hanno tentato di imporre il pizzo alle ragasse che lavorano sul lungomare, e stando alle testimonianze raccolte dalla Polizia le ragazze sarebbero state costrette a pagare 100Thb per ogni marchetta.

 

Articolo tratto dal sitohttp://www.geocities.ws/allathailandia